Sesso con un uomo più vecchio di

Toccati “così” e morirai di piacere: non fare la timida, la masturbazione è (tanta) gioia - ULTIMI

Sex sembrava suo vicino di casa

Seasick Steve non sesso con un uomo più vecchio di protagonista dell'articolo e una ragazza che non l'autrice. Una delle cose che al liceo mi faceva sentire più a disagio riguardo alla mia sessualità, era il fatto che quando raramente mi capitava di cercare qualche video porno mi eccitavo soltanto guardando quelli con uomini maturi e ragazze molto più giovani.

Non l'avevo mai rivelato a nessuno. Non ricordo esattamente quando ho cominciato ad avere fantasie sugli uomini molto più vecchi, ma so per certo che fino ai 21 anni la parte veramente soddisfacente del sesso, ma in generale delle relazioni, aveva soltanto a che fare con questo pensiero: i coetanei con cui ero stata mi avevano lasciata piuttosto indifferente.

La disinvoltura. All'epoca anche i ragazzi che sembravano avere pienamente "il controllo" della situazione mi apparivano finti: ai miei occhi erano tutti dei bambini impauriti con il pisello che si agitava nelle mutande. Fondamentalmente penso che al tempo non aspettassi altro che l'occasione giusta per provare questa esperienza. E infatti la prima storia vera della mia vita l'ho avuta con il primo uomo maturo che ci ha provato con me seriamente.

Aveva 46 anni, mentre io, appunto, Ero al secondo anno di università, e la sera lavoravo in un bar sesso con un uomo più vecchio di famoso del centro storico della mia città. Inizialmente non lo avevo notato fra i clienti abituali, anche perché non era di una bellezza sconvolgente. Ma aveva un modo di fare estremamente disinvolto, e visto che abitava in un appartamento che praticamente affacciava sul locale ci vedevamo tutte le sere.

Era la persona più intelligente che avessi incontrato, aveva uno strano senso dell'ironia, e mi faceva sentire ingenua e allo stesso tempo meritevole di attenzioni. La prima volta lo abbiamo fatto in casa sua, durante una pausa sigaretta in cui mi aveva invitata da lui per farmi vedere non ricordo più cosa.

Appena entrati non ci siamo detti una parola: lo abbiamo semplicemente fatto sul divano, velocemente, e dopo sono tornata giù a lavoro. Fino ad allora era stata la scopata più soddisfacente della mia vita. Anche se probabilmente nessuno ci aveva fatto caso. Sesso con un uomo più vecchio di sentivo un po' una puttana, e in parte mi vergognavo, ma questa cosa mi dava anche una strana soddisfazione.

Da quella sera è iniziata la nostra storia: nei cinque anni successivi la mia vita è stata completamente inglobata da quell'uomo. Ogni minuto del mio tempo libero lo trascorrevo con lui, e se mi capitava di passare una serata con le amiche rimpiangevo di aver accettato: tutte le mie convinzioni sulla stupidità e la frivolezza dei miei coetanei si erano allargate anche al sesso femminile.

Per me, le cose di cui parlavano i ragazzi della mia età non avevano alcun significato, erano inutili. Ma fin dall'inizio la mia relazione con Massimo mi ha fatto sentire speciale rispetto agli altri ventenni anche nei suoi aspetti negativi.

Mentre le mie amiche si angustiavano perché i loro fidanzati si erano fatti un'altra da sbronzi, io ero alle prese con la gelosia per l'ex moglie del mio compagno: una donna bellissima e malefica che per quei cinque anni è stata il mio incubo.

Era sia straziante che stimolante essere in competizione con una donna che aveva praticamente il doppio della mia età. La sesso con un uomo più vecchio di è che la mia storia con Massimo era alienante a tutti i livelli: il modo in cui passavamo il tempo, i viaggi che facevamo, le cose di cui mi parlava perché la verità è che gli argomenti di conversazione li sceglieva sempre luii litigi che avevamo non avevano niente a che fare sesso con un uomo più vecchio di la vita che avrei fatto se mi fossi messa con sesso con un uomo più vecchio di ventenne.

I miei amici andavano in vacanza per divertirsi e scopare; io passavo agosto a leggere sotto l'ombrellone accanto a lui. Sesso con un uomo più vecchio di le due cose che forse più delle altre mi facevano sentire la differenza fra la mia relazione e quelle delle mie coetanee erano il senso di impotenza e quello di vergogna che provavo. Sentivo palesemente di non avere il coltello dalla parte del manico. Con il senno di poi, e con un pizzico di onestà che all'epoca non mi sono concessa, sesso con un uomo più vecchio di posso dire di aver sempre saputo che il motivo per cui Massimo stava con me era dovuto, probabilmente in modo esclusivo, al fatto che fossi giovane.

E con giovane non intendo soltanto a livello fisico, ma anche mentale: ero manipolabile, e soprattutto non gli creavo alcun problema che non fosse in grado di affrontare.

In questo io lo assecondavo completamente, e mi mostravo anche molto più ingenua. Mia madre ha saputo della mia storia con Massimo soltanto dopo due anni e mezzo. Mio padre non lo è mai venuto a sapere: e sesso con un uomo più vecchio di probabilmente dovrebbe spiegare tutto, credo.

I miei amici non hanno mai capito realmente come approcciarsi a questa cosa, e per quegli anni mi hanno quasi considerato come "l'amica che per qualche strana ragione sesso con un uomo più vecchio di rinunciato alla giovinezza per stare con un vecchio". Ma la volta in cui mi sono sentita più a disagio è stato il giorno in cui ho conosciuto, dopo quasi tre anni che stavamo insieme, la figlia di Massimo, che aveva appena sei anni meno di me.

Non le ha mai parlato di me: mai. Anche se appena hanno iniziato a parlare mi sono defilata come se anche io lo avessi incontrato per caso. Che aveva capito l'ho visto da come mi osservava: con uno strano sguardo di disprezzo e pietà.

Sembrava quasi che si vergognasse per me. È stata la prima volta che ho pensato di troncare la nostra relazione. Eppure anche il senso di impotenza e vergogna avevano un'altra faccia, e sono anzi parte integrante dell'attrattiva di stare con una persona molto più grande.

Non c'è alcun tipo di comunicazione reale: le esperienza e le priorità sono estremamente diverse. Ed entrambe le parti sono estremamente egoiste nel volere quello che desiderano dall'altro—probabilmente è il tipo di rapporto più egoista che si possa sperimentare. O almeno questo è quello che è capitato a me.

Me ne sono resa veramente conto quando l'ho lasciato e non ho provato quasi niente se non uno strano senso di insicurezza. Da parte sua, poi, c'è stata una resa quasi serafica; eravamo stati insieme cinque anni, e sembrava che lo avessi lasciato dopo appena una settimana da quando ci eravamo conosciuti. Quando ci siamo lasciati aveva 51 anni: era ingrassato, aveva perso una quantità eccessiva di capelli e si era impigrito.

Io invece ne avevo 26, e i ragazzi che continuavano a tampinarmi al bar non avevano la necessità di controllare periodicamente la prostata. Nel frattempo poi, crescendo, avevo totalmente perso il bisogno di sentirmi speciale e diversa rispetto ai miei coetanei.

Ogni tanto mi capita di incontralo ancora, anche se si è trasferito e io non lavoro più in quel locale. Quando succede c'è sempre un grandissimo imbarazzo. In parte sesso con un uomo più vecchio di due lontani parenti che non si vedono da tempo, in parte c'è la consapevolezza che l'altro è una specie di sconosciuto su cui si sono riversati i propri bisogni morbosi per cinque anni.